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20090721

mostra personale di alessandro di pietro

Mon Ego Contemporary
18 – 29 Luglio 2009

Alessandro Di Pietro
Equus asinus N. 2 + Ungulati (-) =


a cura di Simone Frangi
Opening 18 Luglio 2009, ore 18.30

La personale di Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) per Mon Ego Contemporary, composta dall’equazione di due recenti installazioni, si propone di riflettere sul processo creativo come forma dell’opera d’arte.
Il primo termine Equus asinus (2009), al suo secondo allestimento, si mette alla prova con uno spazio nuovo, che decide un’inedita fisionomia dei moduli che la compongono.
Il secondo termine Ungulati (-) (2009), dalla struttura sempre modulare, riflette sull’apparente fluidità dello sguardo d’insieme, subito negata dai limiti percettivi e dalla tirannia del frammento.
Una mostra dall’apparenza didascalica che si rivela al suo fondo profondamente analitica: scoprire la relazione tra i due termini “matematici” ovvero trovare qual è l’uguale dell’equazione.


Mon Ego Contemporary
via Brambilla 36, 22100 - Como
visite su appuntamento
+393491802542
+393282730531

www.monegocotemporary.com

sculture di walter francone

20090717

emulo



Emulo

Ecco un breve video che ho realizzato un po' di tempo fa per promuovere il progetto di Emulo.
E' una storia di fantascienza surreale e sto sviluppando questo fumetto nei momenti liberi.
Stefano Misesti

Antistoria del fumetto italiano




Antistoria del fumetto italiano

Ecco la breve animazione (senza audio) che avevo realizzato per la trasmissione ANTISTORIA DEL FUMETTO ITALIANO andata in onda su Cult Network nel 2004. Il programma era stato prodotto dalla LIMBO FILM di Roma.
Autori del programma: Matteo Stefanelli, Stefano Pistolini, Massimo Salvucci e il sottoscritto.
Stefano Misesti

Stefano Misesti
Comasco residente lateralmente a Milano, dove si è diplomato in illustrazione nel 1994 presso l’Istituto Europeo di Design, è dunque illustratore ma anche fumettista ed animatore. Ha realizzato fumetti per Schizzo Immagini, Kerosene, Lo Sciacallo Elettronico, Liberaria, Centrifuga, Fagorgo, Comix Against Global war. Ha pubblicato i volumi: Alcune storie sue, Sviluppo Verticale e Iconoclasta-alcune storie sue ed esposto in numerose mostre collettive e personali.

Nel 2004 è stato co-autore di Antistoria del Fumetto Italiano, documentario televisivo andato in onda su Cult Network Italia.

20090704

Veronica Zavoli

LYTHOS EDIZIONI

Novità da Lythos Edizioni

Fabio Pusterla

SULLE RIVE, TRA LE FOGLIE, SUI RAMI

Litografia di Samoa Rémy

Quattro poesie di Fabio Pusterla con litografia originale a colori di Samoa Rémy compongono questa edizioni stampata in 100 esemplari, firmati dagli autori.

La stampa della litografia su carta lytho delle Cartiere Magnani di Pescia è stata curata da Alfredo Taroni.

Erri De Luca
UN ESORDIO

con topografia di Antonello Scotti.

La stampa su carta a mano Pescia delle Cartiere Magnani è stata curata da Alfredo Taroni.


http://www.associazionelithos.it/

20090609

BIANCO E NERO IN: COTTO, RICOTTO, AFFUMICATO E... A VOLTE INCARTATO opere di Walter Castelnuovo






INAUGURAZIONE sabato 20 giugno 2009 ore 18.30

dal 20 giugno al 4 luglio 2009
orari: da martedì a sabato
09.00 - 12.15 / 15.00 - 19.00
spazio laboratorio la cornice
via per alzate, 9
22063 cantù (como)
tel / fax 031 700571

WALTER CASTELNUOVO
Dopo gli studi artistici e dopo varie esperienze, inizia l’attività di ceramista negli anni ’80, prima con un laboratorio a Como con tecniche tradizionali di “maiolica e terrecotte” e poi con il “raku”. Ora vive e lavora sul lago di Como a Faggeto Lario nella frazione di Palanzo; nel suo studio crea e produce dagli oggetti d’uso e d’arredamento ai pezzi unici.
Oltre al “raku” l’esperienza artistica si è allargata al grés e alla porcellana, sia lavorati al tornio che manualmente a colombino e a lastre; il “raku nudo”, un’evoluzione del raku e la “paperclay” sono alcune delle sue ultime ricerche. Oltre l’attività di laboratorio c’è anche l’insegnamento della ceramica presso varie scuole, dalle materne alla scuola d’arte, e naturalmente corsi presso il suo studio. L’interesse per la ricerca di nuove tecniche e per le smaltature, specialmente in riduzione, lo portano sempre a continue sperimentazioni. I suoi pezzi attualmente si possono trovare in alcuni negozi di Como, in qualche fiera del biologico e dell’economia solidale che frequenta e sostiene con passione e alcune volte l’anno in piccole gallerie d’arte.

20090420

ROSSO DENTRO ROSSO FUORI Alessandro di pietro

Alessandro Di Pietro nasce il 15 gennaio del 1987 a Messina. Frequenta l' I.S.A. Fausto Melotti di Cantù. Frequenta il primo anno di accademico, indirizzo grafica d' arte, presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze; l' anno successivo frequenterà il secondo anno ( grafica d'arte ) l'accademia di Brera a Milano.
Attualmente Alessandro Di Pietro vive e lavora a Como.
DESCRIZIONE
alessandro di pietro lavora su strati che siano nastri adesivi , retini o diapositive l'intento è quello di produrre un opera incisiva ma mai definitiva che non partecipi con violenza alla vita.il nastro è precario e traduce quella che per ogni cosa è la sua condizione.
i suoi lavori contengono spesso entità animali e ripetizioni, mai identiche, dello stesso soggetto in cui sia riconoscibile il genere di appartenenza ma mai l'uguaglianza assoluta tra gli elementi, questo viene definito apportando delle variazioni durante l'esecuzione(spesso procedimenti di stampa come la xilografia o stancil).la matrice in questi lavori viene inserita all'interno della griglia come a negare un' idea alta e generatrice facendo sì che si trasformi in stampa e che tutte le altre stampe diventino matrici.
i soggetti come è già stato detto spesso sono animali ma potrebbero essere piante pietre sedie proprio perchè è un principio che abbraccia tutta la realtà. un modo per tendere verso una visione meno antropocentrica della vita.
la ripetizione allude anche al continuo ritornare degli elementi durante periodi della nostra vita.
"La vendetta caotica dei simulacri nasce da un fallimento della rappresentazione e dalla perdita del senso dell'identità: L'identico ed il somigliante non sono altro che simulazioni, come effetti del gioco delle differenze."
Simone Frangi
Opere di ALESSANDRO DI PIETRO
dal 18 aprile al 16 maggio 2009
[Aprile 2009]


Carrying the wolf
Note di lavoro su Alessandro di Pietro

di Simone Frangi
L'animale nella sua interezza soffre

quando i suoi organi cessano di essere animali
G. Deleuze
I
Molteplici ed anonimi. 60 monotipi dall’apparenza innocua, ripetuti sempre uguali, ogni volta segretamente differenti. Il pensiero del lavoro è "nomade", traccia nell’immobilità delle figure e delle loro pose la storia di un divenire. Gli animali di Di Pietro sembrano piccole “macchine felici” che sussurrano una lezione sulla propria identità. Ovvero sull’identità umana.
[non sono più tanto solo...vedo altri due o altri due me?]
Essere uno allora, ma in infinite variazioni: l'enigmaticità di un transito, di un continuo traghettamento verso territori brulli. E la disgregazione dell’enorme massa dell’individuo. Come i corpi animali, anche i volti umani si ripetono, si moltiplicano sdoppiandosi, compaiono nella medesimezza di ciò che è altro. Cercare di essere “tutt’uno” non è altro che fare i conti con l'autonomia delle oggetti e dei corpi, che si emancipano e delirano. E solo in questo delirio c’è unità e identità.
[ciò che da forma è...una rete, un flusso,una collaborazione]
Formazione, individuazione. Un muoversi antilineare. Lo sdoppiamento della coscienza crea spaesamento: siamo senza paese, senza un luogo dove raccogliere tutte quelle membra minutamente diverse tra loro. L’uomo è schizofrenico, collettivo ed asimmetrico, disperde se stesso negli altri. Molti tratti, un unico diagramma per un’identità molteplice, che riporta il caos a delle “variazioni”.
[guardo all' interno e ... vedo le particelle che componevano il reticolo … ciò che sta fuori è lo stesso di ciò che sta dentro?]

Più radicale ancora: pensare il fuori senza il dentro. “Il doppio non è mai una proiezione dell'interiore, è al contrario un'interiorizzazione del fuori. Non uno sdoppiamento dell'Uno, ma un raddoppiamento dell'Altro. Non una riproduzione dello Stesso, ma una ripetizione del Differente" (G. Deleuze). E allora abbiamo anima? Forse, mai avuta; forse espirata. Ciò che resta è una “forma” animale.

II
Un disegno di scotch dipinto a ecoline. Un collage di gambe di equino e la legge di conservazione della materia. Na + H2O --> Na + H2 + OH. Formare è trans-formare. Di Pietro è un bricoleur: smontare e rimontare, assemblare e costruire. La molteplicità di piani dei collage, come dei “pensieri-territori”, dove l’uomo diventa animale. O meglio: dove l’uomo non è altro che un divenire animale. Uno spazio di condivisione: nessuno è arrivato prima, nè uomo nè animale.
[qualcosa si sta muovendo è un' aggregazione]
Che io sia sempre uguale a me stesso. Che io non sia altro che me stesso. Che nell’identico non ci sia negazione. Questi sono miti, semplici abitudini. L’Altro è gregario rispetto al medesimo. “Dove c’è stato l’ego ci sarà identificazione” (A. Breton). Ma di questa possibilità non siamo troppo sicuri… IO?
[come al solito sono io, ma questa volta è anche qualcosa d'altro]
L’uomo è refrattario a riconoscere le sue forme ibride, mai concluse, mai proprie. Forme che non possiede. L’uomo è un "mentitore”, traccia barriere igieniche con l’animale. E non si accorge che, circolando infinitamente su se stesso, apre delle tangenti. Estraneità e “divenire-bestia”. Organizare un organismo.
[il grande animale che costituiamo non ci permette di farsi guardare tutto insieme]
Nella tassonomia antropologica di Di Pietro manca qualcosa. Manca lo sguardo assoluto. Io sono altro. La comunità degli altri-me è una ramificazione, un apparato circolatorio, un coagulo venoso. Un grande bestia che respira, un animale frammentato impossibile da guardare tutto intero.
[quello che conta, è che siamo in tanti]
Perchè tanti esemplari di un medesimo oggetto? Perchè insistere? Le grafiche seminano indizi, non modellano multipli. Su una carta che sembra noncuranza, pelli morbide da conciare, segnate dai marchi della stampa, trova spazio l’impossibile esaurimento di un soggetto. “Printmaking is a generous process, is a a forgiving medium” (Kiki Smith). Consumare una matrice è perdonare la presunzione di essersi dichiarati IO.

(click sull'immagine per ingrandire)

20090406

ALESSANDRO CALDERONI




Alessandro Calderoni nasce nel 1952. Ingegnere, libero professionista, vive e lavora a Milano e ad Erba. Alla sua passione per il giardinaggio e l'orticultura ha aggiunto negli ultimi anni anche quella per il disegno ad acquerello, per lo più a soggetto botanico.
acalderoni@tin.it




20090405

MASSIMO BALLABIO, scultore

MASSIMO BALLABIO,
nasce ad Erba (Como) nel 1952.
Si laurea in scultura e in Psicologia dell’Arte all’Universita di Ginevra.
Ha una specializzazione in Restauro della Scultura in pietra e in consolidamento Architettonico strutturale al politecnico di Milano facoltà di Ingegneria.
Cresciuto a contatto con esponenti delle avanguardie artistiche internazionali, sviluppo un pensiero etico ed Estetico Minimo Razionale seguendo un percorso di ricerca indirizzato da sempre ad una sintesi rigorosa.
Dal 1975 opera nel campo artistico.

20090323

ALESSANDRA PANZERI





Dalle copertine dei libri al design, dalla pubblicità alle magliette del Festival della letteratura di Mantova del 2007, fino ai libri illustrati e scritti da loro: ALE + ALE sono Alessandro Lecis e Alessandra Panzeri, due giovani disegnatori che fin dall’inizio, attraverso il loro stile inconfondibile, si sono imposti fra i più interessanti talenti a livello italiano e internazionale. Collaborano con numerose case editrici quali Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Laterza e Frassinelli. Le loro immagini caratterizzano varie riviste fra cui “Internazionale”, “Ventiquattro”, “Rolling Stone”, “Elle”, “Urban”, “Terre di mezzo”,” Psychologies”, e molte campagne pubblicitarie. Nel 2002 sono stati selezionati alla Bologna Children’s Book Fair e, nel 2003, a Figures Future di Seine-Saint-Denis (Francia). Nel 2002 e nel 2004 le loro immagini sono state inoltre selezionate alla Biennale d’illustrazione di Barreiro (Portogallo). I loro progetti hanno avuti numerosi riconoscimenti fra cui, nel 2003, il premio “Sulle ali delle farfalle” per la migliore editabilità del progetto, e le menzioni al premio “Scarpetta d’oro” del 2001 e del 2002. Nel 2004 hanno illustrato il libro di Giorgio Celli “L’avvocato degli animali… e del cane” (Alberto Perdisa Editore). Fra gli ultimi libri: “Chissà perché mi chiami bambino di colore” (Arka, 2007), “Gli animali della mia vita” di Teresa Buongiorno (Fatatrac, 2008), “Italianità” di Giulio Bacchetti (Corraini, 2008). Nel catalogo di orecchio acerbo: “Ti prendo ti prendo” (2004).