20160106

LA TIGRE di Walter Serner, Elliot Editore - Recensione di Sara Merighi

Iniziamo il 2016 con una bella recensione della nostra cara amica Sara Merighi, 
buon anno a tutti!
LA TIGRE di Walter Serner 
Elliot Editore
Pubblicato per la prima volta in Italia nel Novembre 2015 da Elliot edizioni con la traduzione di Elvira Lima, "La tigre" uscì in Germania nel 1925.
Il suo autore, Walter Serner, era un intellettuale di origine ebree proveniente da una benestante e colta famiglia ceca. Indirizzato a studiare legge, Walter trascorse i suoi anni universitari a viaggiare, frequentando ambienti intellettuali e bassifondi, dando concretamente corpo all'idea che, poiché nulla nella vita ha senso, tanto vale seguire i propri impulsi e soddisfare i propri piaceri. 
Scrittore di racconti, aforismi, paradossi, compose quello che poi divento' il manifesto dadaista, non preoccupandosi di pubblicarlo (finché non lo fece qualcun altro a proprio nome). Non ebbe mai riconoscimenti ne' in patria, ne' all'estero, fino a sparire in un campo di concentramento nel 1942.
Eppure, la pubblicazione de La tigre, il suo romanzo più importante, non passò inosservata in quella parte di Europa che, negli anni venti del novecento, stava vedendo nascere il partito nazionalsocialista di Hitler, tra i cui assunti più propagandati vi erano il dovere del singolo verso la comunità e la considerazione della cultura come elemento di decadenza delle società.
Il romanzo racconta l'incontro tra Bichette, bella, cinica e desiderata prostituta parigina e Fec, uno sconosciuto dandy, che vive di espedienti, incline all'alcol, disinteressato a tutto quanto lo circonda. 
Indifferente, apertamente scettico verso l'amore, per scelta o forse a seguito di qualche esperienza, Fec stimola l'orgoglio e la vanità di Bichette che decide di farlo innamorare, usando tutti i trucchi imparati nella sua dissoluta e complicata vita. 
Quando un vecchio amante di Bichette, da lei incastrato, esce di prigione e la cerca per vendicarsi, la coppia lascia Parigi e si rifugia a Nizza dove decide di organizzare una truffa che gli procuri del denaro ma soprattutto li distolga dalla loro noia. "Cosa non si fa, per amore della novità ! Cosa non si fa? Si fa tutto". 
Il sodalizio in bilico tra bugie, trucchi, droghe viene rotto da Bichette che, una volta portata a termine la truffa, si dilegua con i soldi. Fec, offeso nell'orgoglio per non essere stato lui a scomparire per primo, contraddicendo il suo sbandierato nichilismo, la insegue e pretende spiegazioni. Andrà incontro ad un destino paradossale, nel momento in cui sembrava aver trovato in quel rapporto di sesso, insulti, inganni, un motivo di vita.
Alla pubblicazione del romanzo, Serner venne accusato di condividere, lui stesso, valori e inclinazioni di quegli ambienti abietti che così realisticamente aveva descritto. Inoltre venne denunciato per oltraggio alla pubblica morale. Le scene di sesso nel romanzo, ancora oggi incredibilmente sensuali ed esplicite, erano solo uno dei motivi di tale accanimento.
Lo scrittore, senza pregiudizi e con sguardo talvolta ingenuo, racconta la mancanza di restrizioni morali di Bichette e Fec, il loro disimpegno sociale e l'uso della frode come unico scambio con gli altri. Anni prima che la psicanalisi prenda piede descrive la paura e l'incapacità di amare, la superficialità dei loro rapporti e la complessità dei meccanismi basati sull'orgoglio e la vanità con cui si avvicinano, si attraggono, si respingono. Lontano dai "valori" della società tedesca dell'epoca, di lì a pochi anni il libro venne censurato dai nazisti.
Non so se a Woody Allen sia mai capitata in mano una copia de La tigre. Non credo.
È un peccato. Avrebbe trovato la descrizione del professor Abe Lucas, protagonista del suo film di quest'anno, The Irrational Man. Non solo gli atteggiamenti, il nichilismo, il disinteresse alle donne e il loro attrarle, l'alcolismo, la modalità di ridare un senso alla sua vita infrangendo la legge ma persino l'epilogo. Scritto un secolo fa.
Sara Merighi

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