20150503

“Nemmeno un giorno” di Antonio Ferrara e Guido Sgardoli, Il Castoro recensione di Valentina Pellizzoni

Nemmeno un giorno 
di Antonio Ferrara e Guido Sgardoli
Il Castoro Editore

Un ragazzino di tredici anni ruba la macchina di suo padre e si mette in strada.
E' pronto, determinato, sicuro di sé. Può essere una macchina più difficile da guidare di un kart?
Ha i soldi, il navigatore e pure una colonna sonora da urlo, vecchie canzoni che suo padre sentiva da giovane: Queen, Eric Clapton, Van Morrison. La musica giusta per scappare in auto.
Ma dove va?
Piano piano emergono i particolari in questo soliloquio notturno di un ragazzino spaventato ma determinato, che decide di raggiungere di nuovo la sorella e il padre naturale. Lontani sono, fuori dai confini italiani.
Il libro racconta questa notte lunga lunga, degli incontri che fa (può un cane essere determinante nella nostra vita? Sì, può), delle paure che ha, delle soluzioni che trova per vincerle, della sua storia dolorosa, della sua voglia di rottura col mondo adulto.
Insomma racconta dell'essere ragazzini con l'aggravante di avere una storia violenta alle spalle. Ma soprattutto racconta delle domande che si fa. Ho fatto bene a scappare? I miei genitori italiani li posso chiamare mamma e papà? Da che cosa sto fuggendo?
E' un libro che si legge in un volo, in nemmeno un giorno.
Valentina Pellizzoni

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